Nell'infinito, dentro la materia

Mostra Personale di Mario Giacomelli

dal 15/09/2018 al 09/01/2019

Dove: Galleria d’Arte contemporanea Osvaldo Licini
Cosa:
Quando: 15 settembre 2018 - 6 gennaio 2019


Sabato 15 Settembre alle ore 17:30, presso Galleria d’Arte contemporanea Osvaldo Licini di Ascoli Piceno avverrà l'innaugurazione  della mostra personale dell'artista Mario Giacomelli dal titolo "Nell’infinito, dentro la materia". La mostra sarà visitabile fino al 6 gennaio 2019, ed è stata realizzata con il patrocinio ed il contributo del Comune di Ascoli Piceno, in collaborazione con i gestori dei Musei Civici, Soc. Integra e Il Picchio e dell'Associazione Arte Contemporanea Picena.

Nella mostra si potrà intuire il saluto a cuore aperto di Giacomelli nel momento in cui varca la porta di casa di Licini. Questo perché i due hanno certamente una sintonia di spirito dettata dalla loro spinta verso l’infinito, in una ricerca assidua e serissima per varcare quella siepe di cui ci parla il Leopardi. I visitatori avranno la libertà di immergersi in una serie di opere che prima di tutto sono gioia di vivere, vivere veramente, passando per quegli spazi di un nero chiuso totale da cui più forte e gloriosa esce la luce.

Mario Giacomelli nasce il 1° agosto 1925 a Senigallia. A tredici anni Mario è garzone presso la Tipografia Giunchedi finché non sopraggiunge la Guerra. Nel 1950 decide di aprire una tipografia tutta sua. A permettergli il gran passo, prestandogli tutti i suoi risparmi, sarà un’anziana dell’ospizio in cui la madre lavorava. Nasce così la Tipografia Marchigiana via Mastai 5, che diverrà, negli anni, luogo di “peregrinaggio” da parte di artisti, critici, studiosi di tutto il mondo. Sotto la guida di Ferruccio Ferroni e con la supervisione di Cavalli, Giacomelli si addentra nella tecnica fotografica fino a trovare una sua propria sicurezza espressiva. È così che nel ’54 si costituisce ufficialmente il gruppo fotografico “Misa”. Nel ’55 Paolo Monti denomina Giacomelli “l’uomo nuovo della Fotografia”. Nel 1966 conosce Alberto Burri, con cui instaura un’amicizia profonda e a cui dedicherà delle opere di Paesaggi dove forte è il richiamo all’Informale e alla poetica dell’artista. Nel ’78 partecipa alla Biennale di Venezia con fotografie di Paesaggi. Nel 1986 muore la madre, e per l’artista è un trauma fortissimo che segna un mutamento nella sua produzione fotografica verso un sempre più esplicito dato autobiografico. Ormai la sua notorietà si è espansa a livello internazionale e nel mondo le sue opere sono richieste dai più prestigiosi musei d’Arte, mentre la sua ricerca si fa sempre più introspettiva, intimistica e votata al Vuoto, chiuso nel suo territorio marchigiano a fotografare il paesaggio come possibile luogo di ritrovamento di se stesso. Il 25 novembre del 2000 Giacomelli muore dopo un anno di malattia, lavorando fino all’ultimo alle sue fotografie.

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Scritto da Matteo Mattei


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