Luigi Lappa, un emigrato in America

Approfondimento sui personaggi ascolani a cura di E. Tosti Luna

dal 06/06/2018 al 18/06/2018

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I recenti eventi sismici che hanno martoriato il territorio piceno nella zona dei Sibillini ci offrono l’occasione per ricordare un personaggio forse poco noto, nato ai piedi del Vettore, a Montegallo, il 10 febbraio 1889 da Pietro e Flavia Gualderoni, antica famiglia di possidenti ed ecclesiastici.

Giornalista e poeta, il suo pseudonimo era Galliuppa, anagramma del nome Luigi Lappa. Dopo gli studi elementari nella scuola del paese e i successivi, non sappiamo dove ma si presume ad Ascoli, come avveniva al tempo, trascorse buona parte della sua vita lontano dall’Italia negli Stati Uniti d’America, dove emigrò ancora giovanissimo. Dopo i primi cinque anni di residenza statunitense, tornò in Italia per partecipare alla prima guerra mondiale, durante la quale fu ferito e decorato. Come reduce di guerra trovò lavoro negli uffici governativi dell’Associazione Assistenza ai reduci e nel contempo proseguì i suoi studi nell’Università popolare, istituita ad Ascoli nel primo dopoguerra.
Nel 1921 decise di lasciare di nuovo il Piceno per tornare a vivere negli USA, poi nel 1927 rientrò in patria per prendere sua moglie Giovanna Compagnucci e i figli Cleto e Fernanda. L’anno dopo nacque negli USA il terzo figlio Luigi. Vissero prima a New York e ad Harrisburg, quindi stabilirono definitivamente la residenza a Pittsburgh. Qui Luigi collaborò attivamente nell’Associazione Nazionale Combattenti, diventandone segretario, sino allo scioglimento della sezione di Pittsburgh che avvenne allo scoppio del secondo conflitto mondiale. Naturalmente non cessò il suo impegno nelle varie associazioni culturali italo-americane, al fine di mantenere vivo con la vicinanza e con i suoi scritti il sentimento d’italianità e della cultura di origine nei connazionali emigrati nel nuovo continente.
Collaborò con diversi giornali e nel 1948 divenne il corrispondente del giornale più vecchio pubblicato in lingua italiana negli USA “Il Progresso Italo-Americano”, di notevole diffusione, fondato dal cavalier Carlo Barsotti, e qualche anno dopo ne assunse anche la rappresentanza per abbonamenti per il “Western Pennsylvania”. Tra le due guerre fu uno dei fondatori del Comitato Democratico Italiano e ne resse anche la segreteria. Nel 1955 fu assunto come redattore nel settimanale “Unione”, portavoce dell’Ordine Italiani Figli e Figlie d’America, nelle cui pagine lasciò il frutto dei suoi ideali e delle sue aspirazioni ad una vera pace e a migliorare le sorti dei popoli. Altri suoi grandi meriti furono i suoi accorati appelli per raccolte fondi a favore dei bambini italiani dopo il secondo conflitto mondiale e l’incessante promozione del movimento per il Comitato della Società Dante Alighieri, nata dai contatti con la sede centrale di Roma, nel 1964.

Appassionato scrittore e poeta a tratti dolce, a tratti ironico e pungente, novello Ungaretti con i suoi versi nati nelle trincee nei momenti drammatici della guerra, ci ha lasciato un volumetto edito da Gastaldi, Milano nel 1964, dal titolo “Dalle due sponde” con la prefazione di P. Spataro che ne loda i versi sugli ideali nazionali e l’amor di patria e nel contempo i canti d’amore rivolti agli affetti più cari tra “il fragore delle bombe, il tuono dei cannoni e l’echeggiare delle mitraglie…” nella dura realtà della guerra. Un idealista che sogna la pace e il benessere dei popoli, che non disdegna di mettere in luce la malvagità e l’egoismo del genere umano, ipocrisie e corruzione, condannando e sferzando con l’ironia pungente i prepotenti e gli arroganti che spadroneggiano sopra i deboli. Un montegallese dal cuore d’oro che prova un grande affetto verso gli emigrati “tuoi meschini figli che raminghi li veggo errar dispersi per il mondo e cacciarsi tra i perigli…”, e verso Ascoli e il paese natio “Oh che delizia riveder l’amato Rigo di Montegallo ove per primo apersi gli occhi al sole…”, insieme ad un profondo orgoglio nazionale per i letterati e le varie personalità come Fogazzaro, D’Annunzio, Manzoni, Mazzini, Eleonora Duse, Primo Carnera.

Luigi Lappa, alias Galliuppa, morì all’età di 91 anni, una sua nipote, figlia di Fernanda, è scrittrice di soap opera e all’occorrenza anche attrice.

(Ringrazio la nipote Nanda Carosi che mi ha fatto dono del libro “Dalle due sponde”.)

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Scritto da Erminia Tosti Luna


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