Costanzo Mazzoni

Approfondimento storico di Erminia Tosti Luna

dal 02/12/2017 al 10/12/2017

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A Costanzo e Gaetano Mazzoni, zio e nipote, entrambi medici, è intitolato il nostro ospedale.

In questo articolo ci occupiamo del primo, scienziato e patriota, nato in Ascoli nel 1823 e morto a Roma nel 1885. Chirurgo eccellente, capace di intervenire in vari ambiti dall’oculistica all’ostetricia, sperimentò ardite operazioni mai effettuate prima di lui. Ammirato per la sua abilità operatoria in tutto il mondo, scrive Riccardo Gabrielli, non si insuperbì mai, all’insegna dell’understatement, dovuto al suo carattere modesto e votato ad un apostolato di umanità e di amore per la libertà, che gli faceva trattare allo stesso modo i malati, il ricco come il povero, il nobile come l’ultimo della scala sociale.
Mentre studiava a Roma, si entusiasmò agli ideali mazziniani e garibaldini, partecipò agli eventi della Repubblica romana del 1849 e nella battaglia di Velletri, al seguito di Garibaldi, da solo riuscì ad occuparsi di oltre duecento feriti.
Dopo la laurea in chirurgia all’università di Roma e in medicina a Bologna, fu per breve tempo medico condotto ad Arquata, ma una mente come la sua non poteva fermarsi in questo piccolo borgo ai piedi dei Sibillini, che gli andava stretto, e intraprese una serie di viaggi in Italia e in Europa per continuare a studiare e ad aggiornarsi. Da Bologna, dove divenne amico dell’illustre Rizzoli, uno dei padri della moderna ortopedia, a Parigi del celebre Augusto Nélaton, medico di Napoleone III, a Londra per apprendere le nuove e audaci tecniche operatorie dell’insigne chirurgo Spencer-Wells e quelle della pratica antisettica di Joseph Lister, padre della chirurgia antisettica e medico della regina Vittoria. Arricchito da queste notevoli esperienze, tornò a Roma, dove esplicò la sua professione mettendo in pratica nell’arte chirurgica quanto appreso alla scuola di tali luminari e le sue scoperte scientifiche, raggiungendo “il massimo della perfezione tecnica e curativa”. All’apice della sua carriera accettò solo dopo ripetute offerte, obtorto collo, la cattedra di ordinario alla Regia Università di Roma. Era talmente modesto che si riteneva indegno di ricoprire un incarico così prestigioso! Eppure era un grande scienziato e nei tanti congressi medici i suoi interventi erano seguiti in religioso silenzio, in Italia e all’estero, da Londra a Ginevra, da Amsterdam a Bruxelles.

Costanzo Mazzoni, fedele allo spirito che aveva permeato tutta la sua vita di uomo e di medico onesto e appassionato alla sua “missione”, si spense per un infarto sulle scale dell’abitazione di un malato, dove era stato chiamato per una visita d’urgenza. Pur non sentendosi bene, stressato dal troppo lavoro, non aveva voluto negare ad uno dei suoi tanti malati la sua presenza e il suo aiuto.

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Scritto da Erminia Tosti Luna


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